Considerazioni sui 6 parà uccisi a Kabul

Vi sarete domandati come mai Antonio Di Pietro e Umberto Bossi dopo avere votato in Parlamento a favore della missione in Afghanistan se ne sono usciti chiedendo il ritiro delle truppe. La risposta è che alcuni politici riescono a cogliere più di altri lo stato d’animo della gente usando qualunque cosa per la loro campagna elettorale, condizionati dall’ossessione del consenso e avendo come priorità l’interesse elettorale del proprio partito. Abili, furbi, ma francamente cinici ed indegni, la politica è sangue e merda ma da tempo è sempre più merda che fa sangue.
Immaginatevi cosa può passare per la mente delle famiglie dei parà uccisi e quali sentimenti questo atteggiamento può generare tra i militari che sono ancora al fronte, prima li mandano in un operazione di pace che di fatto è una guerra e poi li mollano per una manciata di voti.
Naturalmente queste considerazioni non valgono per chi, si è da sempre espresso contro l’intervento in Afghanistan, la questione che pongo non è nel merito della missione, la mia indignazione è per il disprezzo e il cinismo che francamente nel caso Di Bossi e Di Pietro puzza di cadavere.

Di Luigi Crespi

18 settembre 2009 alle 11:37 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

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