Considerazioni sui 6 parà uccisi a Kabul

Vi sarete domandati come mai Antonio Di Pietro e Umberto Bossi dopo avere votato in Parlamento a favore della missione in Afghanistan se ne sono usciti chiedendo il ritiro delle truppe. La risposta è che alcuni politici riescono a cogliere più di altri lo stato d’animo della gente usando qualunque cosa per la loro campagna elettorale, condizionati dall’ossessione del consenso e avendo come priorità l’interesse elettorale del proprio partito. Abili, furbi, ma francamente cinici ed indegni, la politica è sangue e merda ma da tempo è sempre più merda che fa sangue.
Immaginatevi cosa può passare per la mente delle famiglie dei parà uccisi e quali sentimenti questo atteggiamento può generare tra i militari che sono ancora al fronte, prima li mandano in un operazione di pace che di fatto è una guerra e poi li mollano per una manciata di voti.
Naturalmente queste considerazioni non valgono per chi, si è da sempre espresso contro l’intervento in Afghanistan, la questione che pongo non è nel merito della missione, la mia indignazione è per il disprezzo e il cinismo che francamente nel caso Di Bossi e Di Pietro puzza di cadavere.

Di Luigi Crespi

18 settembre 2009 alle 11:37 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

13 Settembre 2009: le frecce tricolori a Marina di Ragusa

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© 2009 Dario Colosi

17 settembre 2009 alle 17:29 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

Si chiude una porta…

Chiedo scusa ai lettori del blog per averlo trascurato e non aggiornato, ma per me e per il mio gruppo è stato un periodo di attenta riflessione politica dopo le recenti delusioni elettorali: la riflessione parte dal buon risultato conseguito alle ultime elezioni Europee in Sicilia e dagli sforzi fatti per conseguirlo in particolare nella mia città, ma reso vano dai deludenti risultati conseguiti a livello nazionale. Sono fermamente convinto che si può fare politica solo quando si entra nelle istituzioni e si rappresentano le istanze dei cittadini che ci affidano il voto, altrimenti si perde irrimediabilmente il consenso. Purtroppo oggi il partito è lontano e distante da quello che era nelle intenzioni nella meravigliosa cornice della Costituente. Dopo mesi di approfondito ragionamento di quello che è stato il mio impegno all’interno del partito e nel movimento giovanile, decido di rimettere nelle mani della segreteria cittadina e regionale il mandato conferitomi sia a livello giovanile sia nella dirigenza del comune capoluogo. Al termine di questa esperienza di cui vado comunque fiero e di cui non rinnego nulla, da uomo libero e coscienzioso rassegno le mie irrevocabili dimissioni, sia dagli incarichi dirigenziali sia dal Partito. A chi rimane nel Partito comunque auguro un grande in bocca al lupo ed un buon lavoro.

alle 17:13 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

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