Gioventù Italiana Ragusa: Parte la campagna “Io non guardo le Olimpiadi”

Nell’home page del sito de La Destra di Ragusa (www.ladestra.tk) è stata indetta una petizione online finalizzata al boicottaggio delle Olimpiadi che si terranno in Agosto a Pechino.

Non è la solita petizione popolare, avente solo valenza morale, bensì è l’adesione ad un atto supremo e dignitoso di disobbedienza civile alle leggi degli affari e del profitto. Non guardare le olimpiadi di Pechino 2008 significa disapprovare la violazione giornaliera dei diritti umani ai danni del Popolo Tibetano.

Tutti abbiamo ancora in mente le orribili scene dei massacri e delle repressioni messe in atto dal regime militar-comunista (o capital-comunista, che dir si voglia) cinese nei confronti dei monaci tibetani, aventi la sola colpa di ribellarsi a un regime dispotico che nega il più elementare diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Il Tibet vuole la sua indipendenza, la Cina gliela nega con la forza attraverso la violazione sistematica dei diritti umani.

Forse chiedere che i giochi fossero stati “dirottati” ad un altro paese, sarebbe stato inutile e anche banale, ma crediamo sia doveroso almeno in occasione di questa importante manifestazione, ricordare le numerose vittime di quei massacri verso cui il mondo ha assistito inerme.

Vi è inoltre da ricordare, al di là di quei brutti momenti, che la Cina è il paese che dopo anni di “socialismo reale” sorto dalla rivoluzione maoista, si è buttato a capofitto nel capitalismo liberista più sregolato e sfrenato.

Una parentesi andrebbe poi aperta circa la questione delle merci contraffatte e dei prodotti che non pochi problemi, sempre per ragioni di competitività, creano alla nostra economia (pensiamo al “made in Italy”) e verso i quali sarebbe opportuno rimettere in moto piccole quanto mirate forme di protezionismo che possano, nel limite del possibile, salvarla.

Molti vedono la Cina come il baluardo migliore da spendere nei confronti dell’americanismo imperante e militareggiante, mentre non capiscono come questo paese rappresenti la faccia della stessa medaglia condita in salsa orientale.

Viene difficile pensare che una nazione in costante violazione dei più elementari diritti umani, di autodeterminazione e dei lavoratori (in nome dei quali ha fatto una rivoluzione) si possa considerare un modello di riferimento.

Il nostro modello resta sempre l’Europa dei popoli (possibilmente alleata alla Russia), l’unico da cui attingere per muovere un’opposizione culturale e politica contro la globalizzazione economica e lo strapotere dell’impero americano.

Cambiare canale prima che comincino le gare olimpiche vuol dire contestare il mancato riconoscimento dei diritti sindacali ai lavoratori cinesi ed indignarsi per lo sfruttamento minorile.

Non importa se si è di destra, di centro o di sinistra, ma se si ha a cuore i diritti umani e la vita delle persone, non si ha altra scelta che firmare!

Raffaele Chiavola, Portavoce di Gioventù Italiana Ragusa

17 luglio 2008 alle 09:15 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (1)

1° Campo di Gioventù Italiana

8 luglio 2008 alle 11:55 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

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