Ragusa: L’uscita infelice di IDV e Alleanza Popolare sulla Consulta Giovanile non piace ad ex componenti della stessa

Da ex componenti della consulta comunale giovanile 2009, rimaniamo meravigliati e allibiti dall’infelice uscita dei 2 componenti di Italia dei Valori ed Alleanza Popolare, i quali, a loro dire, si sono innalzati a unici paladini a difesa di quest’organo e ad essere stati gli unici a onorare l’impegno preso nei confronti della città portando avanti, da soli, non solo numerosi progetti ma anche una bozza di modifica dell’attuale regolamento.
Occorrerebbe assumersi ognuno le proprie responsabilità nei confronti del proprio partito o associazione che nomina i suoi rappresentanti, nei confronti dell’assessore che lo scorso anno ha dedicato tempo e spazio alla consulta e soprattutto nei confronti di tutta la città. Se l’oggetto delle riunioni della consulta negli ultimi anni per più di metà anno ha riguardato la nomina del vicepresidente mettendo in secondo piano le proposte realmente fattive per i giovani della nostra città, facendone più un problema politico piuttosto che creare un patto serio organizzativo per la città.
Pertanto grande stima e sostegno nei confronti dell’operato dell’assessore Barone, che ha sempre preso le distanze da qualsiasi posizione politica e ha sempre chiarito che la Consulta Giovanile è aperta a tutte le realtà giovanili organizzate sul territorio. In un momento in cui la realtà giovanile è in continuo movimento e le problematiche che la riguardano sono molteplici e complesse, le Amministrazioni devono ritenere importante e fondamentale il momento di confronto, dove i giovani possono avere la parola sui problemi riguardanti il Comune, assicurando così una formazione alla vita democratica ed alla gestione della vita cittadina.

Raffaele Chiavola
Stefano Occhipinti Amato
Peppe Scalone
Alessandro Bertoni

1 luglio 2010 alle 10:32 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

Vigili Urbani: i nomi dei primi 30 sui 1480… I “complimenti” di Pasquino

pol-munQuod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini, cioè “Quello che non hanno fatto i barbari, l’hanno fatto i Barberini.
Questa frase molto famosa è una “pasquinata” dedicata a Urbano VIII Barberini (1623-1644): è il papa che ha permesso di usare le decorazioni in bronzo del Pantheon per fare il Baldacchino di San Pietro in Vaticano.
Le “pasquinate” sono perciò delle denunce sotto forma di scritti satirici che, per secoli, sono stati messi su una statua frammentaria conosciuta come Pasquino. La statua si trova su un lato di Palazzo Braschi a Roma, vicino a Piazza Navona.
L’ultima delle pasquinate, a mio avviso, è avvenuta a Ragusa, leggendo qualche nome tra i primi 30 classificati al concorso dei vigili urbani svoltosi lo scorso 8 giugno.
Dubitare di quanto il potere e le prevaricazioni avvelenano le sane competizioni e ingiustamente premiano personaggi che hanno dalla loro solo l’appartenenza a cosche, gruppi, partiti ed associazioni, mi sembra legittimo. Tutte cose che non fanno valere la professionalità acquisita con giorni, mesi e anni di duro lavoro, studio e sacrificio.
Fortunatamente non appartengo a quelli che si sono impegnati giorno e notte a studiare le materie oggetto di esame, ma suscita comunque rabbia e stona la “vittoria” di chi non ha alcuna esperienza, un curriculum vuoto, ma un forte apparentamento ad un “santo” protettore.
Il mio, vuole essere solo uno sfogo nei confronti di chi crede ingenui e sprovveduti chi pensa ancora che i concorsi debbano sempre e comunque rispettare il valore dei candidati.

24 giugno 2010 alle 11:59 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (1)

I Giovani del Pdl contro l’occupazione dell’ex Hotel S. Giovanni – Pt. 2°

Logo Giovane Italia RagusaIn una realtà locale, ma più spesso regionale, in cui si fa riferimento alla lotta per la legalità, consideriamo sbagliati e pericolosi gli attestati di solidarietà e di appoggio a gesti, si eclatanti, ma che di democratico e moderato hanno poco a che vedere. Le associazioni, i partiti politici e taluni rappresentanti delle istituzioni dovrebbero essere d’esempio e garanti della legalità.
Le prese di posizione a molti giorni dal fatto, sembrano avere come unico scopo quello di cavalcare l’onda delle polemiche al fine di capire da che parte schierarsi.
Ribadiamo che i Giovani del Pdl sono contro ogni tipo di illegalità e per il dialogo costruttivo con le istituzioni e con la città, visto che Ragusa ha avuto sempre un passato di ascolto dei cittadini da parte dell’amministrazione comunale.

Ragusa, 26.10.2009

7 novembre 2009 alle 08:25 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

I Giovani del Pdl contro il Centro Socio-Culturale a Ragusa

Logo Giovane Italia Ragusa

Il movimento giovanile del Popolo delle Libertà di Ragusa, prende posizione contro l’occupazione, di qualche giorno fa, dell’ex hotel S. Giovanni da parte del collettivo “La Fabbrica”.
Crediamo che in uno stato di diritto non si possono appoggiare né lodare atti illegali tali da giustificare violazioni della proprietà privata e prevaricazioni che non appartengono alla nostra società ed al nostro modo di vivere. Né i singoli né tantomeno i partiti che si definiscono “democratici” e si riconoscono nei principi della nostra costituzione, dovrebbero sostenere tali gesti, anche se per una comprensibile causa, come la creazione di una sede che dia spazio alle varie attività delle associazioni ragusane.
Chiediamo pertanto l’intervento del Prefetto e del Questore per lo sgombero immediato di tale struttura al fine di scongiurare il formarsi di zone franche che potrebbero incentivare l’occupazione abusiva come soluzione al problema abitativo o associativo-culturale.
Siamo convinti che l’unica strada percorribile è quella del dialogo con le istituzioni, considerando che l’amministrazione comunale, nei limiti del possibile, si è sempre dimostrata disponibile e pronta a favorire le istanze del mondo associativo senza preclusioni dettate dal colore politico.

Raffaele Chiavola
Salvatore Salerno
Andrea Iurato

Giovani del Pdl Ragusa

21 ottobre 2009 alle 07:26 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (1)

Considerazioni sui 6 parà uccisi a Kabul

Vi sarete domandati come mai Antonio Di Pietro e Umberto Bossi dopo avere votato in Parlamento a favore della missione in Afghanistan se ne sono usciti chiedendo il ritiro delle truppe. La risposta è che alcuni politici riescono a cogliere più di altri lo stato d’animo della gente usando qualunque cosa per la loro campagna elettorale, condizionati dall’ossessione del consenso e avendo come priorità l’interesse elettorale del proprio partito. Abili, furbi, ma francamente cinici ed indegni, la politica è sangue e merda ma da tempo è sempre più merda che fa sangue.
Immaginatevi cosa può passare per la mente delle famiglie dei parà uccisi e quali sentimenti questo atteggiamento può generare tra i militari che sono ancora al fronte, prima li mandano in un operazione di pace che di fatto è una guerra e poi li mollano per una manciata di voti.
Naturalmente queste considerazioni non valgono per chi, si è da sempre espresso contro l’intervento in Afghanistan, la questione che pongo non è nel merito della missione, la mia indignazione è per il disprezzo e il cinismo che francamente nel caso Di Bossi e Di Pietro puzza di cadavere.

Di Luigi Crespi

18 settembre 2009 alle 11:37 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

13 Settembre 2009: le frecce tricolori a Marina di Ragusa

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© 2009 Dario Colosi

17 settembre 2009 alle 17:29 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

Si chiude una porta…

Chiedo scusa ai lettori del blog per averlo trascurato e non aggiornato, ma per me e per il mio gruppo è stato un periodo di attenta riflessione politica dopo le recenti delusioni elettorali: la riflessione parte dal buon risultato conseguito alle ultime elezioni Europee in Sicilia e dagli sforzi fatti per conseguirlo in particolare nella mia città, ma reso vano dai deludenti risultati conseguiti a livello nazionale. Sono fermamente convinto che si può fare politica solo quando si entra nelle istituzioni e si rappresentano le istanze dei cittadini che ci affidano il voto, altrimenti si perde irrimediabilmente il consenso. Purtroppo oggi il partito è lontano e distante da quello che era nelle intenzioni nella meravigliosa cornice della Costituente. Dopo mesi di approfondito ragionamento di quello che è stato il mio impegno all’interno del partito e nel movimento giovanile, decido di rimettere nelle mani della segreteria cittadina e regionale il mandato conferitomi sia a livello giovanile sia nella dirigenza del comune capoluogo. Al termine di questa esperienza di cui vado comunque fiero e di cui non rinnego nulla, da uomo libero e coscienzioso rassegno le mie irrevocabili dimissioni, sia dagli incarichi dirigenziali sia dal Partito. A chi rimane nel Partito comunque auguro un grande in bocca al lupo ed un buon lavoro.

alle 17:13 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

Buone Vacanze…

20 luglio 2009 alle 07:14 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

Segnaletica carente nei monumenti Unesco a Ragusa e a Ibla

Vi segnalo un articolo uscito oggi sulla Sicilia riguardante la carenza di segnaletica nei monumenti patrimonio dell’Unesco sia a Ragusa che a Ragusa Ibla

segnaletica

29 aprile 2009 alle 11:29 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)

L’Aquila: quei maledetti palazzi fascisti che non crollano

Tratto da viaroma100.net

L’Aquila – Qualcuno si chiederà perché, visto che c’erano, Berlusconi e Franceschini non siano andati a L’Aquila a festeggiare l’invasione angloamericana e titina (vedi Istria e Dalmazia), cioè la doppia occupazione, a cui seguì un umiliante trattato di pace FIRMATO DA PERDENTI E SCONFITTI, altro che liberati!
Il motivo c’è. A L’Aquila, come si sa, sono crollati gli ignobili condomini e costruzioni del dopoguerra antifascista, mentre sono rimasti orgogliosi, in piedi, fra le rovine, gli edifici del Ventennio.
Hanno dovuto prenderne atto l’antifascistissima Stampa, il compagno Bassignano della trasmissione Radio “Il Trend” e l’ha clamorosamente documentato Libero.
Libero ha anche ricordato che è in corso a L’Aquila l’intitolazione della piscina comunale ad Adelchi Serena (1895-1970), ex podestà dell’Aquila dal 1926 al 1934, quindi vicesegretario nazionale del Pnf e ministro dei Lavori pubblici.
Si spera che non venga più in mente a nessuno di contestare questa intitolazione al più che benemerito Podestà fascista, come tentò di fare il dimenticatissimo Mussi.Non ci vuol molto a capire che l’edilizia degli speculatori antifascisti del dopoguerra, clericocomunisti massoni o mafiosi che fossero, si era rapidamente convertita all’Usura, quella che non fa costruire case di buona pietra (E. POUND).
Come è facile a chiunque frequenti Roma verificare che l’Urbanistica civile degna di tal nome sia quella dell’Eur e del Foro Italico, mentre l’edilizia clericocomunista (o mafiosa o massone) è quella degli squallidi quartieri del dopoguerra.

28 aprile 2009 alle 08:58 | Autore: Raffaele Chiavola | Commenti (0)
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